venerdi 6 novembre
ore 16,00 Per la rassegna Non è mai troppo tardi
FRANKENSTEIN DI MARY SHELLEY
di Kenneth Branagh Stati Uniti 1994 117′
Delle innumerevoli versioni cinematografiche il film diretto e interpretato da Kenneth Branaghè un fedele adattamento del romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo, romanzo gotico scritto dall’autrice inglese Mary Shelley fra il 1816 e il 1817.
ore 18,00 PEPI, LUCI, BOM E LE RAGAZZE DEL MUCCHIO
di Pedro Almodóvar Spagna 1980 78′ V.O. sub ITA
Primo lungometraggio -volutamente estremo- del regista spagnolo, una storia di tre donne molto diverse tra loro ma accomunate dagli stessi disagi nella Spagna post franchista. Si trovano molti dei temi di Almodovar che però non saranno mai così espliciti nei lungometraggi successivi.
ore 21,15 AMARGA NAVIDAD
di Pedro Almodóvar Spagna 2026 111′
Ultimo nel senso della più recente opera di Almodóvar, un melodramma metacinematografico tra realtà e finzioni, coloratissimo, vitale, a tratti struggente, che si muove tra passato (il 2004) e presente (2026). Una storia sul dolore e la crisi creativa, con uno sguardo a 8 ½ di Fellini e a Pirandello.
sabato 7 novembre
ore 11,00 Per la rassegna Non è mai troppo presto
“…Favole, Filastrocche e Fantasticherie…”
laboratorio di e con Massimiliano Maiucchi
ore 16,00 Per la rassegna Non è mai troppo tardi
HUGO CABRET
di Martin Scorsese Stati Uniti 2011 122′
Tratto dal romanzo “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick, del 2007 e vincitore del Premio Andersen 2008. La avvincente storia ambientata nella Parigi dei primissimi anni 30 del novecento, è uno splendido omaggio al pioniere del cinema fantastico Gerge Méliès.
ore 18,00 AMARGA NAVIDAD
di Pedro Almodóvar Spagna 2026 111′ V.O sub ITA
ore 21,15 MATADOR
di Pedro Almodóvar Spagna 1986 96′
Un dramma smisurato, senza inibizioni, il film affronta in modo audace i concetti di sesso e morte, presentando una narrazione che mescola elementi di thriller psicologico e melodramma.
sinossi:
FRANKENSTEIN DI MARY SHELLEY
di Kenneth Branagh Stati Uniti 1994 117′
Dal 1910 in poi la storia di Frankenstein ha avuto innumerevoli versioni cinematografiche. Il Frankenstein di Mary Shelley (Mary Shelley’s Frankenstein) è l’adattamento del 1994 diretto e interpretato da Kenneth Branagh, che, dopo aver proposto molte opere shakespeariane, realizza un fedele adattamento del romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo, romanzo gotico scritto dall’autrice inglese Mary Shelley fra il 1816 e il 1817. Il libro fu scritto da una teenager: la diciottenne Mary ideò Frankenstein durante una vacanza estiva insieme marito, il poeta Percy Bysshe Shelley, e altre persone tra le quali Lord Byron. Dato il cattivo tempo, stavano spesso chiusi in casa leggendo storie di fantasmi, finché non decisero di inventarne. Il libro fu poi pubblicato nel 1818, in forma anonima, quando Mary aveva 20 anni. L’eterna storia del dottore che dà vita alla “creatura”. Nelle intenzioni di Branagh questa versione dovrebbe essere la più aderente al testo della scrittrice inglese. In questa versione di Frankenstein, Robert De Niro è La Creatura: il prodotto di un esperimento con cadaveri ed elettricità.
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PEPI, LUCI, BOM E LE RAGAZZE DEL MUCCHIO
di Pedro Almodóvar Spagna 1980 78′
Nel 1980 Pedro Almodóvar dirige il suo primo lungometraggio, Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, una storia di tre donne molto diverse tra loro ma accomunate dagli stessi disagi nella Spagna post franchista. Un film volutamente estremo, sfacciato e anche volgare, nello stile del cinema underground newyorkese, vuoi Warhol o Morrissey o Waters. Una presa in giro completa del perbenismo, uno sfogo post-franchista. Si trovano molti dei temi di Almodovar che però non saranno mai così espliciti nei lungometraggi successivi. Una sorta di manifesto di questo periodo storico: uno dei film più rappresentativi della Movida madrilena e dei suoi eccessi dovuti alla liberazione dalla dittatura franchista. e introduce già tutte le tematiche preferite del regista: sesso, diversità, personaggi femminili forti e soprattutto gusto del trash. Grazie al personaggio di Pepi (aspirante regista), Almodovar riesce anche a riflettere sul cinema stesso: il personaggio sogna di realizzare un film sulla quotidianità di Madrid, ma finirà col girare stupide pubblicità per prodotti assurdi. Il regista in questo modo rende Pepi un suo alter ego femminile, e questo episodio gli permette di fare una critica all’industria cinematografica, che elimina l’identità artistica del processo creativo a favore del consumismo imperante. Possiamo considerare questo film la nascita del cinema moderno spagnolo: da questo punto in poi tale nazione ha potuto raccontarsi come mai prima d’ora.
![[fonte: https://www.mymovies.it/film/1980/pepi-luci-bom-e-le-altre-ragazze-del-mucchio/]](https://pad.mymovies.it/filmclub/2006/05/150/locandina.jpg)
AMARGA NAVIDAD
di Pedro Almodóvar Spagna 2026 111′
Ventiquattresimo lungometraggio di Pedro Almodóvar, un melodramma metacinematografico tra realtà e finzioni, coloratissimo, vitale, a tratti struggente, che si muove tra passato (il 2004) e presente (2026). Una storia sul dolore e la crisi creativa, con uno sguardo a 8 ½ di Fellini e a Pirandello. Raul è un regista sulla cinquantina che da cinque anni non riesce a girare un film per mancanza di ispirazione. Comincia a scrivere una nuova sceneggiatura proprio quando Monica, la sua prima lettrice, al suo fianco da vent’anni, si licenzia per raggiungere la compagna in grande difficoltà, e lo affida alle cure amorevoli di Santi, il compagno di Raul di 15 anni più giovane. Un’opera profonda, intima e ricca di sfumature autobiografiche, una sorta di nuova auto-analisi cinematografica, che Almodóvar stesso ha definito come il film in cui è stato in assoluto più crudele e spietato con se stesso. Questo è anche un film sul dolore e la perdita, sull’atto creativo, in cui si parla dei rapporti destinati in qualche modo a spegnersi nel tempo, ma anche che ci interroga continuamente sul valore del cinema, delle storie, dello scambio incessante tra vita in arte e finzione melodrammatica.
![[fonte: https://www.mymovies.it/film/2026/amarga-navidad/]](https://pad.mymovies.it/filmclub/2025/06/063/locandinapg2.jpg)
HUGO CABRET
di Martin Scorsese Stati Uniti 2011 122′
Il film è tratto dal romanzo La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick (2007).
Vincitore del Premio Andersen 2008, miglior libro oltre i 12 anni. Un romanzo per immagini che è adatto a bambini, ragazzi e adulti. Una favola dickensiana ambientata nella Parigi dei primissimi anni 30 del novecento, una sognante trasposizione per righe e immagini della magia dei primi film muti, originalissima ed emozionante. Splendido omaggio al pioniere del cinema fantastico Gerge Méliès. La storia emozionante di Hugo Cabret, un ragazzo orfano, che vive segretamente tra le mura della stazione ferroviaria di Montparnasse a Parigi negli anni trenta. Del padre orologiaio conserva un automa rotto che si ostina a voler riparare scoprendo che conserva segreti che riportano a galla incredibili vicende del passato.
![[fonte: https://www.mymovies.it/film/2011/hugocabret/]](https://pad.mymovies.it/filmclub/2010/01/082/locandina.jpg)
MATADOR
di Pedro Almodóvar Spagna 1986 96′
Quinto lungometraggio del regista spagnolo che conferma Almodóvar, che appare in un delizioso cameo, come uno dei più audaci registi contemporanei, capace di trasformare il melodramma in un territorio di sperimentazione dove il desiderio diventa linguaggio e la sessualità un campo di battaglia esistenziale.
Un dramma smisurato, senza inibizioni, Matador affronta in modo audace i concetti di sesso e morte, presentando una narrazione che mescola elementi di thriller psicologico e melodramma. La trama si concentra su Diego Montes, un ex matador costretto al ritiro a causa di una ferita, e l’avvocatessa María Cardenal. Entrambi i personaggi sono attratti da una perversa combinazione di violenza e sensualità. Corrida e sesso si intrecciano in un’altra declinazione almodovariana del melò. L’abilità del regista è dimostrata dalla bellezza della fotografia e della scenografia, spesso veramente raffinate, con un linguaggio visivo ricco di colori vivaci.
![[fonte: https://www.mymovies.it/film/1986/matador/]](https://pad.mymovies.it/filmclub/sacwebphoto/1000635515.jpg)

