Da discarica a bosco urbano (8×1000 IBISG)

logo Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai


Link alla Sintesi del progetto "Da discarica a bosco urbano" sul sito dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Da discarica a bosco urbano
Totale contributo: € 91.433,00
Ambito territoriale: Parco Regionale Urbano di Aguzzano – Roma, IV Municipio
Durata: 12 mesi
Inizio: 10/05/2022

soggetto capofila: associazione Casale Podere Rosa – APS
partner operativo di progetto: Cooperativa Sociale Agricola PARSEC Agri Cultura
logo Casale Podere Rosa - APS || logo Cooperativa Sociale Agricola PARSEC Agri Cultura

con il patrocinio gratuito di: Ente Regionale RomaNatura e Roma Capitale-Municipio Roma IV
logo RomaNatura, Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma || logo Roma Capitale - Municipio IV

con il sostegno di: ACRI – Gente di Aguzzano, Cooperativa Sociale l’Arco d’Oro, Comitato di Quartiere Rebibbia, Rete per Aguzzano


Documenti:
Progetto approvato || Rendiconto 01 || Rendiconto 02 || Rendicunto finale


Aggiornamenti:
Sintesi del progetto (11/05/2022)
Descrizione e localizzazione dell’intervento (08/06/2022)
Analisi: Isola dell’abbandono (15/06/2022)
Alcuni incontri per la partecipazione e presentazione del progetto (22/06/2022)
Realizzare un bosco urbano partecipato (29/06/2022)
Il logo simbolo del progetto (02/08/2022)




Nel 2020 un vasto incendio distrugge circa due ettari di superficie boschiva del Parco Regionale Urbano di Aguzzano. Alla base della vegetazione bruciata viene alla luce una discarica abusiva di inerti e materiali di cantiere.
Per il recupero e la riqualificazione della zona l’Associazione Casale Podere Rosa mette a punto uno studio di bonifica dell’area “Da discarica a bosco urbano” che ottiene il contributo del bando Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Il progetto prende il via nel mese di maggio 2022 ed avrà una durata di circa un anno. Verrà bonificata la discarica, piantati 200 alberi e realizzato un sentiero attrezzato con tavoli e panche, attraverso un percorso partecipato con i cittadini e le scuole della zona, in accordo con l’ente gestore dell’area protetta, le amministrazioni locali e cittadine.
La nuova area boscata sarà collegata funzionalmente con il bosco urbano piantato con il Progetto Ossigeno (2021) e aumenterà la capacità di cattura della CO2 e degli inquinanti atmosferici dell’area protetta. (aggiornamento dell 11/05/2022)

L’area interessata dall’incendio del 2020 e l’area di progetto


Inquadramento dell’area di progetto

L’area interessata dal progettoDa discarica a bosco urbano[1] si estende per circa 2 ettari nella parte orientale del parco di Aguzzano, tra l’abitato di Rebibbia, la Casa Circondariale femminile e via di Casale San Basilio. Si tratta di una porzione del parco scarsamente frequentata, collocata in posizione leggermente rialzata su substrato di depositi vulcanici. Nell’area è presente una microdiscarica di rifiuti e di scarti di cantiere che verrà bonificata. Al suo posto verrà impiantato un bosco urbano composto da 200 alberi e arbusti autoctoni.
Questa nuova area boscata sarà in continuità con due siti precedentemente forestati: un primo sito [2] di circa 2,5 ettari realizzato nel 2010 e composto da circa 400 alberi e un secondo sito [3] di 1,5 ettari realizzato nell’inverno 2022 grazie al progetto Ossigeno della Regione Lazio che ospita 500 alberi.
Nel complesso la superfice boscata del parco di Aguzzano aumenterà di 6 ettari e consentirà di catturare oltre 360 tonnellate di CO2 in più ogni anno nei primi 5 anni per salire a 520 tonnellate all’anno nei successivi 15 anni. (aggiornamento del 08/06/2022)
Vedi le linee guida del “Progetto per la realizzazione di due nuove aree boscate nel Parco Regionale Urbano di Aguzzano” di Rete per Aguzzano (marzo 2020)



Analisi: area di intervento

Isola dell’abbandono“: L’area di intervento [A] è a cavallo della curva di livello 25mt e presenta un ripido dislivello di circa 1-2mt rispetto al “fondovalle” del parco. La conformazione di questo piccolo “altopiano” ha contribuito ad escluderlo dagli interventi di sfalcio dell’erba lasciandolo alla crescita spontanea della vegetazione erbacea e arbustiva. D’altro canto però, essendo un’area isolata ma posta al margine dell’abitato, è stata sovente utilizzata come discarica abusiva di materiali edili di risulta. Gli inerti che si sono succeduti e pian piano accumulati nel corso del tempo hanno modificato l’orografia del terreno soprattutto nel lato nord-est verso via del Casale di San Basilio: la curva di livello 25mt ha subito un drastico spostamento perchè riempita con “collinette” di detriti [B]. (aggiornamento del 15/06/2022)

Analisi: zone di accumulo di detriti nell’area di intervento

Nell’area inoltre insistono alcuni manufatti di cemento, memoria del progetto di una strada prevista nel Piano Regolatore Generale del ’62, stralciata in seguito alle battaglie degli abitanti che hanno reso possibile la nascita, nel 1989, del parco di Aguzzano con lo status di area protetta regionale. E’ interessante sottolineare come in questa area periferica del parco dove si percepisce un generale livello di degrado e di abbandono a guardare con maggiore attenzione si nota una possibilità concreta di riscatto: nascosti tra i rifiuti prospera indisturbata una ricca varietà di piante erbacee e arbustive: specie pioniere che si sono insediate sulle macerie e sui calcinacci contribuendo alla formazione di uno strato di terreno fertile sul quale si sono insediate nuove comunità vegetali [C]; piante alloctone e invasive all’ombra delle quali però olmi e sambuchi sono riusciti a riprendersi il proprio spazio dando vita a fitti boschetti sparsi. In questa piccola area isolata, grazie al ridotto disturbo antropico nidificano numerose specie di uccelli, almeno due specie di pipistrelli e numerosi insetti.

A proposito di riscatto della natura consigliamo la lettura di due libri:
– Isole dell’abbandono : vita nel paesaggio post-umano / Cal Flyn (Edizioni di Atlantide, 2022)
– Elogio delle vagabonde : erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo / Gilles Clement (DeriveApprodi, 2020

Analisi: zone di vegetazione consolidata



Nel mese di maggio sono stati svolti alcuni incontri con il territorio. Il primo (17/05/2022) con l’associazione Acri-gente di Aguzzano e il CdQ Rebibbia presso la loro sede attigua al Parco di Aguzzano, dove è stato illustrato il progetto di intervento e accolto tutti i suggerimenti per migliorare la proposta. Il secondo incontro (20/05/2022) è stato realizzato con alcune classi dell’IISS “J. von Neumann”. Con i ragazzi e gli insegnanti, oltre a visitare l’area del parco di Aguzzano dove sorgerà il nuovo bosco al posto della discarica esistente, si è ragionato sull’importanza che rivestono interventi simili per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in particolare in area urbana. (aggiornamento del 22/06/2022)



Realizzare un bosco urbano è una operazione complessa perché richiede di analizzare e gestire per un periodo di tempo prolungato un certo numero di fattori ambientali, paesaggistici, burocratici e logistici.
I nostri sforzi attualmente si stanno concentrando sulla realizzazione delle necessarie intese con le amministrazioni al fine di assicurare una corretta governance. In particolare stiamo lavorando alla stipula di un Patto di Collaborazione con il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale e con il Municipio IV, per la cura del bene comune rappresentato dal parco di Aguzzano.
Stiamo inoltre esaminando le componenti ambientali interessate, in particolare le cosiddette “collinette consolidate” cioè cumuli di 1-2 metri di altezza sui quali si è insediata una fitta vegetazione pioniera che a sua volta ha permesso un certo consolidamento del terreno e l’attecchimento di uno strato erbaceo a Rubus ulmifolius e Sambucus ebulus. Queste “collinette”, per la dinamica evolutiva che le caratterizza e per il ruolo ecologico di “aree rifugio” per numerose specie di micromammiferi e uccelli, non verranno rimosse. Verrà invece effettuata la rimozione dei rifiuti, sia di superficie che interrati, nelle restanti parti dell’area di intervento, operando anche – tramite interventi manuali e puntuali – nelle aree più recondite e di difficile accesso (in genere su cumuli di bottiglie, suppellettili, materassi, ecc.).
Anche la scelta delle specie di alberi e arbusti che dovranno costituire il bosco urbano nonché la loro collocazione, va attentamente valutata. Le specie selezionate sono quelle già presenti nel parco e ritenute ecologicamente coerenti con le caratteristiche del sito. Sono peraltro state escluse quelle più esposte ad attacchi parassitari (es. Ulmus minor, Pinus pinea). La loro collocazione seguirà il principio dei “moduli” messi a punto da ARSIAL nell’ambito dl programma “Forest for Rome” e consisterà nella realizzazione di 3-4 nuclei di alberi e arbusti molto densi per stimolare la crescita in altezza.
Una particolare attenzione viene data la problema dell’irrigazione delle giovani piante almeno nei primi 2-3 anni dall’impianto, soprattutto in considerazione della estrema scarsità di acqua alla quale assisteremo nel prossimo futuro. A tale riguardo stiamo studiando un sistema di recupero dell’acqua piovana attraverso la realizzazione di una tettoia opportunamente dimensionata, l’accumulo in una cisterna interrata e la distribuzione dell’acqua agli alberi tramite un impianto di subirrigazione. Stimiamo che le piante abbiano bisogno di almeno 2-3 interventi di irrigazione al mese per 5 mesi l’anno (complessivamente 16.000-24.000 litri), necessità che può essere soddisfatta con un regime pluviometrico di 700-800 mm, del tutto in linea con le precipitazioni medie nella città di Roma. A questo si aggiungerà, nei periodi di maggiore richiesta, l’acqua recuperata da una fontanella pubblica che verrà allestita nell’area di intervento. (aggiornamento del 29/06/2022)



Da discarica a bosco urbano, progetto sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai”

Il semplice logo di progetto permette la riconoscibilità del progetto “Da discarica a bosco urbano” e il luogo dove verrà realizzato “Parco Regionale Urbano di Aguzzano”.(aggiornamento del 02/08/2022)