NB lo spettacolo del pomeriggio è in saletta, la sera in biblioArena (in caso di maltempo lo spettacolo sarà in saletta)
venerdì 5 settembre
ore 18,00 TAXI DRIVER di Martin Scorsese (1976) 113′
ore 21,00 UNA NOTTE A NEW YORK di Christy Hall (2023) 100′
sabato 6 settembre
ore 18,00 TAXI TEHERAN di Jafar Panahi Iran (2015) 82′
ore 21,00 RITROVARSI A TOKYO di Guillaume Senez (2024) 98′
sinossi:
TAXI DRIVER
di Martin Scorsese (Stati Uniti 1976 113′)
Il primo capolavoro di Martin Scorsese, che dopo Mean Streets, sceglie per la seconda volta Robert De Niro come protagonista, affidandogli il ruolo che entrerà nella storia del cinema. Palma d’oro a Cannes nel 1976, consacra Scorsese a livello internazionale. Travis Bickle, reduce dal Vietnam e solitario ospite di New York, soffrendo di insonnia, si fa assumere come tassista per i turni di notte. Film cruciale, una discesa negli inferi, una parabola sulla solitudine dell’uomo contemporaneo. In Taxi Driver il tema dell’alienazione e della frustrazione dell’uomo abbandonato dalla società, in particolar modo della figura del veterano, è centrale. Martin Scorsese riesce a descrivere magistralmente l’inferno vissuto da chi, dopo aver servito la propria patria, si sente abbandonato dalla società, lasciato alla deriva.
UNA NOTTE A NEW YORK
di Christy Hall (Stati Uniti 2023 100′)
Una notte in taxi dall’aeroporto a Midtown. Un incidente rallenta la corsa, consentendo al tassista Sean Penn e alla passeggera Dakota Johnson di osservarsi, chiacchierare, anche confessarsi. Entrambi hanno voglia di parlare: lui dei suoi rimpianti, lei dei suoi traumi. Sedersi accanto a uno sconosciuto e improvvisamente ritrovarsi a raccontare pezzi di vita, ricordi dimenticati o paure inconfessate. Sembra assurdo e invece non lo è, parlare a un estraneo è teoricamente più facile, essendo qualcuno che non rivedremo. Nel tempo sospeso di un viaggio, l’abbraccio ideale di due estranei smarriti nel mondo, eppure connessi, là, nell’ultima corsa prima dell’alba, prima di un giorno forse nuovo per entrambi.
TAXI TEHERAN
di Jafar Panahi (Iran 2015 82’)
Un taxi attraversa le strade di Teheran in un giorno qualsiasi. Passeggeri di diversa estrazione sociale salgono e scendono dalla vettura. Alla guida non c’è un conducente qualsiasi ma Jafar Panahi in persona impegnato a girare un altro film “proibito”. Un atto d’amore nei confronti del cinema. Un cinema militante proprio perché non fa proclami ma mostra la quotidianità del vivere in un Paese in cui le contraddizioni si fanno sempre più stridenti. Il film nel 2015 si è aggiudicato l’Orso d’oro come miglior film al Festival internazionale del cinema di Berlino. Premio che venne ritirato dalla piccola nipote Hana, tra le interpreti del film, essendo impedito al regista Panahi di uscire dal proprio paese.
RITROVARSI A TOKYO
di Guillaume Senez (Francia, Belgio, Giappone, Stati Uniti 2024 98′)
Dal regista belga di Le nostre battaglie (2018), un altro interessante film di denuncia, che ci dimostra come la paternità sia una tematica imprescindibile della sua poetica. Jay è un taxista francese che vive a Tokyo. L’uomo ogni giorno setaccia la città nella speranza di rincontrare sua figlia Lily, che gli è stata sottratta nove anni prima, a seguito della burrascosa separazione dalla moglie. Ritrovarsi a Tokyo ci fa conoscere una realtà giuridica giapponese alquanto atroce: al genitore non affidatario in caso di separazione non è permesso vedere in alcun modo i figli fino al raggiungimento della maggiore età. Un’opera toccante sulla resistenza di un uomo, o meglio di un padre-coraggio, in un Paese che gli è ostile in tutto e per tutto nel nome dell’amore più alto, quello verso una figlia pressoché sconosciuta.