Cineforum in saletta venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026

Cineforum in saletta venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026

venerdì 29 maggio
ore 18,00 per la rassegna Non è mai troppo tardi
ARRUGAS- RUGHE
di Ignacio Ferreras Spagna 2011 87′ animazione
Film d’animazione spagnolo del 2011 tratto dall’omonima graphic novel del 2007 scritta e disegnata da Paco Roca.

ore 21,00 per la rassegna SocialCinema
THE LIFE OF CHUCK
di Mike Flanagan Stati Uniti 2024 105′
Un racconto visionario e profondamente umano, che sfida le regole del genere per restituirci un’unica, semplice verità: ogni vita è un miracolo.

sabato 30 maggio
ore 11,00 cinematinèe IL TUO SIMPATICO AMICO TWEETY di Friz Freleng Stati Uniti 1951 109′ animazione

Nel pomeriggio e sera per la rassegna SocialCinema, proponiamo la visione di due film iraniani, militanti, che denunciano il regime, diretti da registi coraggiosi,consapevoli delle conseguenze a cui vanno incontro.
ore 18,00 IL SEME DEL FICO SACRO
di Mohammad Rasoulof Iran 2024 158′

ore 21,00 UN SEMPLICE INCIDENTE
di Jafar Panahi Iran, Francia, Lussemburgo 2025 101′

sinossi:

ARRUGAS – RUGHE
di Ignacio Ferreras Spagna 2011 87′ animazione
Film d’animazione spagnolo del 2011 diretto da Ignacio Ferreras, tratto dall’omonima graphic novel del 2007 scritta e disegnata da Paco Roca. Emilio e Miguel sono due anziani che stringono amicizia in una residenza geriatrica. Emilio, che arriva in uno stato iniziale di Alzheimer, verrà aiutato da Miguel e altri compagni a non finire al tanto temuto ultimo piano dell’istituto, dove viene recluso chi ha perso la ragione e non può più provvedere a se stesso. Il loro piano tinge di commedia e grandi dosi di tenerezza la quotidianità altrimenti tediosa della residenza, dove per molti la vita sembra ormai finita, ma per loro invece sta iniziando di nuovo. Pluripremiato a livello internazionale, non è un cartoon per bambini e non è un film «facile» da vedere nemmeno per i grandi: anzi più adulti si è, più ci coinvolge. Però Arrugas (Rughe) è un film bellissimo, tenero e struggente, come l’omonimo graphic novel di Paco Roca, è dedicato agli anziani, ma non è per loro: è per tutti gli altri. Per capirli meglio, per capirci di più., senza sconti.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2011/rugas/]

THE LIFE OF CHUCK
di Mike Flanagan Stati Uniti 2024 105′
“Io sono immenso. Io contengo moltitudini”. The life of Chuck è l’ adattamento cinematografico del racconto omonimo di Stephen King, pubblicato nella raccolta del 2020 Se scorre il sangue. Un emozionante inno alla vita. La storia è divisa in tre atti, raccontati in ordine inverso, tre frammenti dove, a mano a mano, si scoprono legami e corrispondenze che trascendono lo spazio e il tempo, costituendo il ritratto organico, intimo e sorprendente, del protagonista Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario. Il film ci invita a guardare dentro e attorno a noi, per riscoprire ciò che conta davvero: il tempo, l’amore, la memoria, la bellezza che si nasconde nel quotidiano. Un racconto visionario e profondamente umano, che sfida le regole del genere per restituirci un’unica, semplice verità: ogni vita è un miracolo.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2024/the-life-of-chuck/]

IL TUO SIMPATICO AMICO TWEETY
di Friz Freleng Stati Uniti 1951 109′ animazione
“Oh, oh! Mi è semblato di vedele un gatto…” Intelligente, tenero, divertente e vivace, Tweety è l’innocente canarino dagli occhioni azzurri che cinguetta felice nella sua gabbia o svolazza libero per la casa, sotto gli occhi vigili e premurosi della Nonnina. Sulle sue tracce c’è Silvestro, gatto maldestro, perennemente affamato, che cerca sempre di catturarlo in tutti i modi immaginabili. La divertentissima coppia Titti-Silvestro (che ha compiuto ottanta anni) è una delle più famose accoppiate della storia dei cartoni animati.
[fonte: https://www.lafeltrinelli.it/tuo-simpatico-amico-tweety-film-friz-freleng/e/5051891007642]

IL SEME DEL FICO SACRO
di Mohammad Rasoulof Iran 2024 158′
Dal regista di Il Male non esiste (202) e L’isola di ferro (2005), un film realizzato come atto di resistenza prima di lasciare illegalmente il suo Paese alla fine di aprile e approdare a Cannes, dove vince il Premio Speciale della Giuria. La sua condanna era stata pronunciata, otto anni di carcere per “messa in pericolo della sicurezza nazionale”, e il suo arresto era inevitabile. Non gli restava che fuggire lontano, fino in Germania dove vive attualmente con la figlia. Il seme del fico sacro nasce da un’urgenza e da una necessità. Un dramma che da familiare diviene sociale nell’Iran delle proteste giovanili di piazza. La necessità di raccontare un Iran sfidato dalle donne. Iman ha appena ottenuto l’ambita promozione a giudice istruttore presso il Tribunale rivoluzionario di Teheran quando un’ondata di proteste popolari inizia a scuotere il Paese. A casa, le sue due figlie Rezvan e Sana, studentesse, sono forti sostenitrici delle proteste, mentre la moglie Najmeh cerca di conciliare gli schieramenti. Quando la sua arma di servizio scompare misteriosamente, la paranoia s’impadronisce di Iman, che comincia a imporre restrizioni sempre più drastiche agli abitanti della casa. Il film è allo stesso tempo un processo a porte chiuse, un thriller e un western.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2024/il-seme-del-fico-sacro/]

UN SEMPLICE INCIDENTE
di Jafar Panahi Iran, Francia, Lussemburgo 2025 101′
Un semplice incidente diventa la scintilla di una catena di conseguenze sempre più travolgenti. Il film ha vinto la Palma d’oro al 78º Festival di Cannes. un atto di resistenza al regime iraniano. Jafar Panahi, scontata la pena inflittagli dal regime iraniano, gira un film in cui la denuncia si fa durissima anche se nell’involucro di una apparente commedia. Panahi ha comunque realizzato il film, di nascosto, senza il permesso ufficiale del governo per garantire la propria indipendenza creativa. Per la prima volta dopo 15 anni non mette in scena sé stesso, Jafar Panahi, abbandona l’autofiction, eppure in Un semplice incidente c’è tutto il peso dell’esperienza diretta con il regime, e  soprattutto, emerge nell’amarezza di certi scambi di battute, dei sette mesi passati in carcere. La storia racconta come i regimi repressivi annullino lo spirito umano, sia in chi tortura sia in chi è torturato. La grandezza di Panahi, è di dare al suo protagonista un dubbio. Un film necessario, una riflessione potente su quanto sia difficile perdonare e quanto sia facile, per chi è stato vittima, trasformarsi in aguzzino nel nome di una verità mai del tutto chiara.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2025/un-semplice-incidente/]