Cineforum in saletta venerdì 9 e sabato 10 gennaio – Cinematinée sabato 10 gennaio 2026

Cineforum in saletta venerdì 9 e sabato 10 gennaio – Cinematinée sabato 10 gennaio 2026

Cineforum in saletta venerdì 9 e sabato 10 gennaio – Cinematinée sabato 10 gennaio 2026

venerdì 9 gennaio
ore 18,00 TAXI TEHERAN di Jafar Panahi (2015) 82’
ore 21,00 IL MIO GIARDINO PERSIANO di Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha (2024) 96′

sabato 10 gennaio
ore 11,00 cinematinée KIKI CONSEGNE A DOMICILIO di Hayao Miyazaki (1989) 103′ animazione

ore 16,00 E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A GUARDARE di Pierfrancesco Diliberto (Pif) (2021) 108’
ore 18,00 LA STORIA DI SOULEYMANE di Boris Lojkine (2024) 93′
ore 21,00 SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach (2019) 100′

sinossi:

TAXI TEHERAN
di Jafar Panahi Iran 2015 82’
Un taxi attraversa le strade di Teheran in un giorno qualsiasi. Passeggeri di diversa estrazione sociale salgono e scendono dalla vettura. Alla guida non c’è un conducente qualsiasi ma Jafar Panahi in persona impegnato a girare un altro film “proibito”. Un atto d’amore nei confronti del cinema. Un cinema militante proprio perché non fa proclami ma mostra la quotidianità del vivere in un Paese in cui le contraddizioni si fanno sempre più stridenti. Il film nel 2015 si è aggiudicato l’Orso d’oro come miglior film al Festival internazionale del cinema di Berlino. Premio che venne ritirato dalla piccola nipote Hana, tra le interpreti del film, essendo impedito al regista Panahi di uscire dal proprio paese.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2015/taxi/]

IL MIO GIARDINO PERSIANO
di Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha, Iran, Francia, Svezia, Germania 2024 96′
Un pomeriggio, dopo un pranzo con le amiche, Mahin decide di rompere la sua routine solitaria e di riaprirsi all’amore. Un incontro inaspettato si trasformerà in una serata indimenticabile e il desiderio, almeno per una notte, avrà la meglio sulle regole della vita e sulle leggi del regime iraniano.
Un film apparentemente semplice che mostra la magia che la vita può avere se si riesce a cogliere i momenti e a viverli, a goderli nelle piccole cose, ma onestamente politico, perché la dimensione politica delle scelte dei protagonisti, spogliate di qualsiasi accenno retorico, è veicolata da una quotidianità spicciola, tra realizzazione di sé e tabù esteriori. Il mio giardino persiano ci tiene a ricordare che l’esistenza delle persone ha un ineludibile potenziale politico, Una (neanche troppo) sottile critica alla azione repressiva del regime con l’attacco frontale, senza sfumature o mezzi termini, alla spaventosa misoginia della società iraniana.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2024/il-mio-giardino-persiano/]

KIKI CONSEGNE A DOMICILIO
di Hayao Miyazaki Giappone 1989 103′ animazione
Ormai un classico del maestro Miyazaki. Metafora del passaggio dall’infanzia all’età adulta, che attraverso gags comiche esprime le emozioni di un’adolescente negli anni della sua crescita. Compiuti 13 anni Kiki, una streghetta simpatica e maldestra, parte alla ricerca di una città in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell’inseparabile gatto nero parlante inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa di saggina. Superate le difficoltà iniziali, la giovane strega, riesce a rendersi indipendente. Ma nella vita, si sa, non tutto fila sempre liscio e le sorprese sono dietro l’angolo.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/1989/kiki-consegne-a-domicilio/]

E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A GUARDARE
di Pierfrancesco Diliberto (Pif) Italia 2021 108’
Il titolo è ripreso da una frase pronunciata da Andrea Camilleri in un discorso pubblico. Commedia satirica con elementi fantascientifici che critica il capitalismo della tecnologia e noi cittadini, testimoni passivi, che abbiamo permesso alle multinazionali di mettere il naso nella nostra privacy. Alla sua terza regia Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, mantenendo il suo stile, si occupa dell’alienazione lavorativa contemporanea, ma non solo. In un futuro prossimo possibile, Arturo, manager di successo, ha creato un algoritmo per aiutare i dipendenti della sua società a lavorare meno e lavorare meglio, ma l’algoritmo gli si ritorce contro e decide che è superfluo, così l’azienda lo licenzia in tronco. Arturo, così, in breve tempo perde l’occupazione, la compagna e gli amici. Si ritrova, così, a dover lavorare come rider, ancora sotto le direttive di un algoritmo, accompagnato dalla note di Ain’t Got No, I Got Life del musical Hair, nella versione di Nina Simone.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2021/e-noi-rimanemmo-solo-a-guardare/]

LA STORIA DI SOULEYMANE
di Boris Lojkine Francia 2024 93′
Un film toccante, una contemporanea odissea a rotta di collo per le strade di una Parigi notturna, dal ritmo serrato che tenta di aprire gli occhi a chi troppo spesso fa finta di non vedere cosa succede per strada agli ordini di delivery. Parigi. Souleymane è un ragazzo della Guinea, migrante senza documenti, rider che pedala determinato e consegna cibo a domicilio mentre studia per superare l’esame che gli permetterà di ottenere lo status di rifugiato. 48 ore di vita, tra clienti ingrati, sfruttatori che chiedono il pizzo, contrattempi ed inseguimenti di autobus che non lo aspettano, in attesa di quell’appuntamento presso l’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) per la richiesta di asilo.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2024/la-storia-di-souleymane/]

SORRY WE MISSED YOU
di Ken Loach Gran Bretagna, Francia, Belgio, 2019 100′
Loach, con la sua sua consueta passione e rigore trasforma la sua opera in una forte denuncia sociale contro profitto e multinazionali imponendoci il confronto con la realtà dei precari, dei più deboli, dei nuovi schiavi. Ricky, Abby e i loro due figli, l’undicenne Liza Jane e il liceale Sebastian, vivono a Newcastle e sono una famiglia unita. Ricky è stato occupato in diversi mestieri mentre Abby fa assistenza domiciliare a persone anziane e disabili. Nonostante lavorino duro entrambi si rendono conto che non potranno mai avere una casa di loro proprietà. Giunge allora quella che Ricky vede come l’occasione per realizzare i sogni familiari. Se Abby vende la sua auto sarà possibile acquistare un furgone che permetta a lui di diventare un trasportatore freelance con un sensibile incremento nei guadagni. Non tutto però è come sembra.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2019/sorry-we-missed-you/]