Un salto nel passato, e nel presente della crisi climatica, ambientale, sociale…! Sabato 5 e 12, domenica 13 novembre 2022

Nell’ambito del progetto: La biblioteca e il territorio che la circonda: conoscere l’evoluzione dell’ambiente “locale” per comprendere i cambiamenti climatici “globali”.


Un salto nel passato, e nel presente della crisi climatica, ambientale, sociale…! Sabato 5 e 12, domenica 13 novembre 2022

Un salto nel passato, e nel presente della crisi climatica, ambientale, sociale…! (5, 12, novembre). Proiezioni, selezione di libri.
C’e’ un elephas antiquus nel parco (13 novembre). Visita al Museo di Casal de’ Pazzi

Programma:
Sabato 5 novembre
– ore 16,30 proiezione di immagini e brevi documenti da Paleontologia e biodiversità, e Life con le splendide immagini degli alberi millenari ed altro ancora
– ore 18,30 ANTROPOCENE di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Nicholas De Pencier (2018) documentario

Sabato 12 novembre
– ore 16,30 GENESIS di Claude Nurisdany, Marie Perennau (2005) documentario
– ore 18,30 LA GUERRA DEL FUOCO di Jean-Jacques Annaud Francia, Canada 1981 96′ ATTENZIONE il documentario precedentemente programmato (GENESIS 2.0 di Christian Frei, Maxim Arbugaev) non sarà proiettato!

Domenica 13 novembre
C’e’ un elephas antiquus nel parco. Ore 10,30 Visita al Museo di Casal de’ Pazzi, testimonianza di uno dei depositi pleistocenici che costellavano la bassa valle dell’Aniene, andati distrutti dall’avanzare della città. La visita guidata ci condurrà in un paesaggio preistorico scomparso, con le sue grandi faune, gli antichi vulcani e i gruppi di uomini cacciatori-raccoglitori. Prenotazione a info@casalepodererosa.org – 068271545 ATTENZIONEAbbiamo raggiunto il numero massimo ammissibile. Potete inviarci un messaggio per la lista d’attesa, in caso qualcuno disdica la prenotazione. Grazie.

Museo di Casal de’ Pazzi. La sagoma di un elefante fa da supporto ai pannelli introduttivi



visita al Museo di Casal de’ Pazzi

La visita al Museo di Casal de’ Pazzi è stata preceduta da una breve introduzione per spiegare l’importanza del ritrovamento del deposito risalente al Pleistocene medio (compreso tra 781.000 e 126.000 anni fa).
Il deposito venne alla luce nel 1981, durante i lavori di scavo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione del quartiere Rebibbia-Casal de’ Pazzi. Fermati i lavori per decisione della Soprintendenza Archeologica di Roma, vennero attivate indagini e scavi archeologici su un’area ben più vasta di quella attualmente occupata dal museo. Il giacimento conserva una porzione dell’alveo di un antico fiume, dove all’interno degli strati di ghiaie e sabbie depositate nel corso del tempo furono ritrovati resti fossili di grandi mammiferi, zanne e ossa di Paleoloxodon antiquus, reperti litici ed un frammento di cranio umano, probabilmente appartenuto ad una forma arcaica di Homo neanderthalensis.
La periferia nord est di Roma è caratterizzata da un complesso di importanti siti archeologici: Ponte Mammolo, Monte delle Gioie, Sedia del Diavolo, Saccopastore, Ripa Mammea. Il sito di Casal de’ Pazzi è l’unico visitabile.
La visita al Museo è stata anche l’occasione per parlare delle numerose migrazioni che varie specie del genere Homo hanno intrapreso uscendo dall’Africa e dilagando attraverso l’Asia Minore verso oriente fino al sud-est asiatico, e verso occidente fino alle coste dell’Atlantico. L’ultima di queste migrazioni fu intrapresa da Homo sapiens, la nostra specie, che 40.000 anni fa iniziò a colonizzare l’Europa. Tuttavia le tracce del genere umano ritrovate a Casal de’ Pazzi, a Saccopastore e negli altri siti pleistocenici del nostro territorio appartengono a forme umane precedenti ai Sapiens: Homo neanderthalensis e forse Homo heidelbergensis.
La visita è proseguita all’interno del Museo dove il personale ha illustrato anche aspetti della musealizzazione e valorizzazione didattica del sito (giardino con esemplari di piante di cui sono state trovate testimonianze fossili, una proiezione con la ricostruzione virtuale delle caratteristiche ambiente presenti nell’area 200.000 anni fa, la collezione di pietre scheggiate e il frammento del cranio umano rinvenuto). La visita si è conclusa all’esterno del museo dove, con l’ausilio dei pannelli didattici affissi alle pareti, è stata fatta una ricapitolazione di quanto visto.




Sinossi

ANTROPOCENE
di Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Nicholas De Pencier Canada, 2018 87’ documentario
Un racconto sulle incisive trasformazioni che la mano dell’uomo ha impresso sulla Terra negli ultimi 10.000 anni di storia, tanto da far parlare gli scienziati di una nuova era chiamata, appunto, Antropocene. Una fase nella scala geologica in cui l’uomo ha portato il pianeta oltre i suoi limiti naturali. Tre cineasti viaggiano al seguito di un gruppo internazionale di ricercatori, impegnati in una ricerca sui cambiamenti in atto negli ultimi secoli, allo scopo di documentare l’impatto che gli esseri umani hanno sul pianeta. Immagini spettacolari dal forte impatto visivo in un documentario sviluppato in maniera organica e complessa.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2018/anthropocene-the-human-epoch/]

GENESIS
di Claude Nurisdany, Marie Perennau Francia 2005 80’ documentario
Genesis, è un documentario che indaga sulle origini della Terra e dei suoi abitanti, concentrandosi sulla vita di molti animali. Attraverso la voce narrante di un bardo africano, che utilizza un linguaggio evocativo tipico dei miti e delle fiabe, si dipana una storia affascinante, che comincia molto tempo fa: si parte con la nascita dell’universo, per passare alla formazione della Terra, per poi vedere l’apparizione delle prime forme di vita e infine l’emergere dalle acque. Unendo umorismo e solennità, innocenza e saggezza, il cantastorie africano parla del tempo, della materia, della nascita, dell’amore e della morte, mentre gli animali si fanno interpreti di questa genesi fiammeggiante, moderna e senza tempo.
[fonte: https://www.mymovies.it/film/2004/genesis/]

LA GUERRA DEL FUOCO
di Jean-Jacques Annaud Francia, Canada 1981 96′
Terzo lungometraggio per il francese Jean-Jacques Annaud, regista del Il nome della Rosa, che si ispira all’omonimo romanzo di J. H. Rosny Aîné sulle abitudini degli esseri preistorici. «80.000 anni fa, la sopravvivenza degli uomini nelle immense distese inesplorate dipendeva dal possesso del fuoco. Per quegli esseri primitivi, il fuoco rimase un oggetto misterioso fino a quando non impararono a crearlo. Il fuoco doveva essere rubato alla natura, mantenuto in vita, protetto da vento e pioggia, difeso dai nemici. Il fuoco divenne simbolo di potere e sinonimo di sopravvivenza. Coloro che possedevano il fuoco, possedevano la vita.» Interessante è la ricerca sul linguaggio gutturale e su quello gestuale, affidate a consulenti esperti.
[fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/La_guerra_del_fuoco]
[fonte: foto del VHS di Biblioteca Passepartout]




Selezione di libri

    • Ragazzi:

“Progetto realizzato con il sostegno della Regione Lazio per Biblioteche, Musei e Archivi – Piano annuale 2022, L.R. 24/2019”